Quale università scegliere?
Una lettura data-driven dei dati AlmaLaurea 2025 su occupazione e salari dei laureati italiani. Il confronto tra atenei, gruppi disciplinari e tipi di corso aiuta a distinguere i percorsi che portano più rapidamente al lavoro, quelli che pagano di più e quelli che richiedono più tempo per stabilizzarsi.
L’analisi usa l’indagine AlmaLaurea 2025. I laureati osservati a 1 anno sono quelli della coorte 2024. I laureati osservati a 5 anni sono quelli della coorte 2020. La definizione di occupazione usata è quella meno restrittiva, che include anche attività di formazione retribuite.
I file usati per costruire i grafici sono disponibili nel repository analisi_almalaurea. Le figure dell'articolo sono viste incorporate dalla dashboard interattiva AlmaLaurea oppure elaborazioni costruite dallo stesso JSON pubblicato sul sito.
Le note metodologiche complete di AlmaLaurea sono disponibili qui: Note metodologiche alle schede-dati online, indagine occupazione 2025.
Esplora i dati nella dashboard
La dashboard permette di cambiare anno di indagine, coorte, distanza dalla laurea, definizione di occupazione, ateneo, gruppo disciplinare, tipo di corso e classe di laurea. Include scatterplot, boxplot e serie storiche, compresa la lettura della stessa coorte a 1 e 5 anni quando disponibile.
Che cosa coprono le schede AlmaLaurea 2025
La rilevazione 2025 ha coinvolto quasi 700 mila laureati di primo e secondo livello di 78 università italiane aderenti ad AlmaLaurea. Il blocco principale riguarda 320 mila laureati del 2024 osservati a 1 anno dal titolo. La rilevazione include anche 129 mila laureati di secondo livello del 2022 osservati a 3 anni e 125 mila laureati di secondo livello del 2020 osservati a 5 anni.
Questo punto è importante per leggere i grafici a 5 anni. Nelle schede-dati online usate qui, la documentazione a 3 e 5 anni riguarda i laureati di secondo livello. I laureati di primo livello del 2022 e del 2020 che non hanno proseguito la formazione universitaria sono stati rilevati separatamente, con metodologia solo CAWI, e non hanno le stesse schede-dati. Quindi nei grafici a 5 anni il filtro totale non va letto come totale di tutti i laureati di primo e secondo livello. Va letto come totale del perimetro disponibile nelle schede a 5 anni, cioè il secondo livello.
La rilevazione a 1 anno usa CAWI e CATI. Il tasso di risposta sul totale dei laureati 2024 è pari al 60,8 per cento, con valori molto simili tra primo livello e secondo livello. A 5 anni, per i laureati di secondo livello del 2020, il tasso di risposta sul totale è pari al 52,6 per cento. Considerando solo i laureati contattabili, il tasso sale al 64,7 per cento a 1 anno e al 61,6 per cento a 5 anni per il secondo livello.
Le schede-dati non sono sottoposte alla procedura di calibrazione usata invece per il rapporto annuale sul complesso dei laureati. Sono pensate per documentare collettivi molto dettagliati, fino al livello di corso e ateneo. Questa scelta migliora la granularità, ma richiede cautela quando si trasformano i risultati in confronti generali.
Come leggere i dati
Gli scatter mostrano ogni gruppo disciplinare come un punto. Sull’asse orizzontale c’è la retribuzione mensile netta. Sull’asse verticale c’è il tasso di occupazione. La dimensione della bolla indica il numero di laureati osservati.
I valori dello scatter sono aggregati. Il punto di un gruppo disciplinare non rappresenta una persona. Rappresenta la media osservata per quel gruppo, dopo i filtri applicati su coorte, distanza dalla laurea, definizione occupazionale e tipo di corso.
Le serie storiche vanno lette con una distinzione ulteriore. Osservare sempre i laureati a 1 anno dal titolo significa confrontare coorti diverse nello stesso momento del percorso. Seguire la stessa coorte significa invece guardare, quando i dati sono disponibili, la stessa coorte a 1 e 5 anni dalla laurea. Nella dashboard questa differenza e' esplicitata con il filtro "Lettura".
Questa distinzione conta anche quando nel testo compaiono mediane. La mediana delle retribuzioni medie dei gruppi disciplinari non è la mediana salariale individuale dei laureati. è una sintesi calcolata sui valori medi dei gruppi. Per calcolare mediane individuali servirebbero microdati.
I boxplot mostrano la distribuzione delle retribuzioni tra atenei dentro ciascun gruppo disciplinare. La linea interna alla scatola indica la mediana degli atenei. La scatola contiene la parte centrale della distribuzione. I baffi seguono la convenzione standard del boxplot, basata sull’intervallo interquartile. I punti mostrano gli atenei.
Un punto molto alto o molto basso va letto insieme al numero di laureati. Un valore estremo con poche decine di osservazioni può dipendere da composizione del corso, territorio, selezione degli studenti o casualità campionaria.
Definizione di occupato
A partire dalla rilevazione 2023, le schede-dati sono consultabili usando la definizione meno restrittiva di occupato. Sono considerati occupati tutti coloro che dichiarano di svolgere un’attività retribuita, comprese attività di formazione post-laurea retribuite.
Questa definizione è più ampia della definizione restrittiva usata in alcune rilevazioni precedenti. Per confronti storici con vecchie dashboard o vecchi video, bisogna quindi controllare sempre quale definizione di occupato è stata usata.
Per i laureati di primo livello, AlmaLaurea distingue anche la condizione occupazionale e formativa. Il tasso di occupazione è dato dalla somma di chi lavora e non è iscritto a una laurea di secondo livello e di chi lavora mentre è iscritto a una laurea di secondo livello. Chi non lavora perché sta proseguendo gli studi non entra tra gli occupati. Per questo i tassi delle triennali possono sembrare molto bassi, soprattutto nei gruppi in cui la magistrale è il proseguimento normale del percorso.
Limiti metodologici da tenere presenti
Le informazioni sul percorso universitario provengono dagli archivi amministrativi degli atenei. Le informazioni sulla condizione occupazionale derivano invece dall’indagine sugli esiti occupazionali. La retribuzione mensile netta non è verificata tramite contratto, dichiarazione fiscale o dato contributivo.
La domanda sulla retribuzione usa fasce di importo. La media è calcolata usando il valore centrale della fascia, con regole specifiche per la prima e l’ultima classe. A partire dall’indagine 2024, in alcune interviste telefoniche è stata usata una seconda domanda con fasce più ampie per ridurre le mancate risposte. Quindi la retribuzione media non è una media calcolata su importi puntuali dichiarati al centesimo.
Le mancate risposte sulla retribuzione sono escluse dal calcolo. AlmaLaurea segnala che la quota di mancate risposte è contenuta, ma non nulla. Per i laureati di primo livello a 1 anno è pari al 2,3 per cento. Per i magistrali biennali è pari all’1,6 per cento a 1 anno e all’1,7 per cento a 5 anni. Per i laureati magistrali a ciclo unico è pari all’1,8 per cento a 1 anno e all’1,8 per cento a 5 anni.
Alcune combinazioni tra ateneo, gruppo disciplinare, tipo di corso e anno possono mancare. Le statistiche non sono calcolate per collettivi inferiori a 5 unità. In alcuni casi, per evitare il rischio di identificazione, AlmaLaurea oscura anche ulteriori colonne. L’assenza di un punto non va letta come assenza del corso o dell’ateneo.
I risultati per ateneo non sono una classifica pura della qualità universitaria. Possono riflettere il mercato del lavoro locale, il luogo in cui i laureati lavorano dopo il titolo, la composizione dei corsi, il settore di sbocco, la dimensione del campione, la quota di studenti che prosegue gli studi e la selezione iniziale degli iscritti.
AlmaLaurea raccomanda cautela anche per gruppi con percorsi post-laurea particolari. Medicina e chirurgia e giurisprudenza sono esempi tipici, perché una quota elevata di laureati svolge attività formative post-laurea, praticantato, specializzazione o percorsi di accesso alla professione. Questo può ritardare l’ingresso nel mercato del lavoro e alterare il confronto con percorsi più direttamente spendibili.
Distribuzione della retribuzione a 1 anno per gruppo disciplinare
Coorte 2024 osservata nell'indagine 2025, definizione di occupazione ampia. Ogni punto rappresenta un ateneo disponibile; il boxplot sintetizza la dispersione tra atenei, non la distribuzione individuale dei salari.
A un anno dalla laurea le differenze sono già ampie
A 1 anno dalla laurea il quadro è molto eterogeneo. Nel totale dei corsi, la retribuzione mensile netta va da 1.022 euro per Scienze motorie e sportive a 1.672 euro per Medico-sanitario e farmaceutico. Informatica e Tecnologie ICT arriva a 1.608 euro, Ingegneria industriale e dell’informazione a 1.635 euro.
La differenza riguarda anche il tasso di occupazione. Psicologico registra il valore più basso, con il 47,3 per cento. Medico-sanitario e farmaceutico arriva all’86,7 per cento. Educazione e Formazione è al 76,2 per cento. Informatica e Tecnologie ICT è al 71,9 per cento.
Occupazione e retribuzione a 1 anno dal titolo
Ogni punto e' un gruppo disciplinare: asse orizzontale = retribuzione mensile netta, asse verticale = tasso di occupazione, dimensione della bolla = numero di laureati. Il totale include i tipi di corso disponibili nelle schede a 1 anno.
A 1 anno dal titolo i percorsi sono in fasi diverse. Alcuni gruppi entrano subito nel mercato del lavoro. Altri hanno transizioni più lente, maggiore prosecuzione formativa, più instabilità iniziale o tempi più lunghi di assestamento professionale.
Le lauree triennali hanno una transizione più debole
La differenza per tipo di corso è rilevante. Tra le lauree di primo livello, la mediana delle retribuzioni medie dei gruppi disciplinari è pari a 1.144 euro. La mediana dei tassi di occupazione dei gruppi disciplinari è pari al 47,4 per cento. Alcuni gruppi hanno valori particolarmente bassi. Scientifico ha un tasso di occupazione del 29,4 per cento. Letterario-umanistico è al 33,7 per cento. Psicologico è al 36,1 per cento.
Lauree di primo livello: occupazione e salari a 1 anno
Vista filtrata sulle triennali. Il tasso di occupazione va letto insieme alla prosecuzione degli studi: in molti gruppi una quota elevata dei laureati si iscrive alla magistrale e non entra subito nel mercato del lavoro.
La spiegazione più probabile è istituzionale. In molti ambiti la triennale non è trattata come titolo terminale. Una parte consistente dei laureati prosegue verso la magistrale. Il dato a 1 anno misura quindi una fase intermedia del percorso formativo.
Questo meccanismo è particolarmente importante nei gruppi dove la prosecuzione degli studi è frequente. Scientifico, psicologico, letterario-umanistico e una parte dei percorsi politico-sociali possono avere una transizione più lunga perché il titolo triennale apre meno sbocchi diretti o perché il percorso professionalizzante richiede un secondo livello.
Le magistrali biennali mostrano esiti migliori già a 1 anno
Le lauree magistrali biennali mostrano una transizione più forte. A 1 anno dalla laurea, la mediana delle retribuzioni medie dei gruppi disciplinari è pari a 1.415 euro e la mediana dei tassi di occupazione è pari all’83,6 per cento. Informatica e Tecnologie ICT arriva a 1.771 euro e al 93,3 per cento di occupazione. Ingegneria industriale e dell’informazione arriva a 1.787 euro e al 93,6 per cento.
Lauree magistrali biennali: confronto tra gruppi disciplinari
Vista filtrata sulle magistrali biennali. Il grafico confronta gruppi disciplinari allo stesso orizzonte temporale, 1 anno dalla laurea, mostrando insieme inserimento occupazionale e retribuzione media.
ICT e ingegneria combinano domanda elevata, competenze trasferibili e maggiore spendibilità immediata nel settore privato. La dimensione dei gruppi conta. ICT ha meno laureati rispetto a economia, ingegneria o medico-sanitario. Una domanda elevata su una platea più piccola può sostenere salari più alti già all’ingresso.
Medico-sanitario e farmaceutico ha tassi di occupazione molto elevati. Il gruppo contiene percorsi professionalizzanti e professioni sanitarie con domanda strutturale. Il valore medio del gruppo va letto ricordando che non si tratta solo di medicina.
Economico ha numeri molto grandi e sbocchi diffusi in imprese, consulenza, finanza, amministrazione, controllo, marketing e pubblica amministrazione. La media del gruppo è meno estrema di ICT e ingegneria, ma il volume dei laureati è molto alto.
Giuridico, praticantato e tempi di accesso alla professione
Il gruppo giuridico richiede una lettura specifica. A 1 anno dalla laurea molti laureati sono ancora dentro praticantato, tirocinio, concorsi, preparazione all’esame di Stato o percorsi di accesso alla magistratura. Queste fasi possono produrre redditi bassi o intermittenti anche quando il percorso successivo migliora.
La struttura del settore pesa. Una parte rilevante degli sbocchi tradizionali passa da studi professionali, lavoro autonomo o forme ibride di collaborazione. Il primo anno dopo il titolo può quindi catturare un periodo di investimento professionale, non solo il valore finale della competenza giuridica.
Seguire la stessa coorte
Il confronto tra coorte 2024 a 1 anno e coorte 2020 a 5 anni e' utile per leggere due momenti del percorso, ma non segue gli stessi laureati. Per seguire una coorte bisogna fissare l'anno di laurea. La coorte 2020, per esempio, e' osservabile a 1 anno nell'indagine 2021 e a 5 anni nell'indagine 2025.
Percorso della stessa coorte: laureati 2020
Questa vista non confronta anni di indagine generici: fissa la coorte 2020 e osserva gli orizzonti disponibili, 1 e 5 anni dalla laurea. L'asse orizzontale indica gli anni dalla laurea, non l'anno solare.
A cinque anni l’occupazione è alta, ma il perimetro è diverso
A 5 anni dalla laurea il quadro cambia. I tassi di occupazione sono molto più elevati e più concentrati. Il valore minimo tra i gruppi disciplinari è l’88,1 per cento del Letterario-umanistico. Il valore massimo è il 97,5 per cento di Ingegneria industriale e dell’informazione.
Questi dati a 5 anni vanno letti sul perimetro dei laureati di secondo livello. Non sono il seguito diretto del grafico totale a 1 anno, perché il totale a 1 anno include anche le lauree di primo livello. Per un confronto più pulito bisogna isolare la stessa tipologia di corso, per esempio magistrale biennale con magistrale biennale.
Occupazione e retribuzione a 5 anni dalla laurea
Coorte 2020 osservata nell'indagine 2025. Il perimetro a 5 anni non coincide con il totale a 1 anno: nelle schede usate qui riguarda soprattutto i laureati di secondo livello.
Il dato segnala una forte normalizzazione dell’ingresso nel lavoro dopo la fase iniziale. Una parte dei laureati completa la magistrale, supera fasi di tirocinio, entra in concorsi, trova il primo impiego stabile o cambia settore. A 5 anni il mercato ha avuto più tempo per assorbire percorsi inizialmente più lenti.
I salari restano molto diversi anche a 5 anni
A 5 anni dalla laurea, dentro il perimetro del secondo livello, la retribuzione mensile netta va da 1.477 euro per Educazione e Formazione a 2.226 euro per Informatica e Tecnologie ICT.
| Gruppo disciplinare | Retribuzione netta mensile |
|---|---|
| Informatica e Tecnologie ICT | 2.226 € |
| Ingegneria industriale e dell’informazione | 2.185 € |
| Economico | 2.006 € |
| Medico-sanitario e farmaceutico | 1.993 € |
| Architettura e Ingegneria civile | 1.988 € |
I gruppi più bassi sono Educazione e Formazione, con 1.477 euro, Letterario-umanistico, con 1.562 euro, Arte e Design, con 1.563 euro, Psicologico, con 1.641 euro, Linguistico, con 1.646 euro.
Distribuzione dei salari a 5 anni per gruppo disciplinare
Il boxplot mostra quanto variano le retribuzioni tra atenei dentro ciascun gruppo disciplinare. La linea nel box e' la mediana degli atenei; i punti sono gli atenei disponibili, non singoli laureati.
Il messaggio principale resta stabile. L’occupazione tende a essere alta a 5 anni, mentre la retribuzione continua a variare molto tra gruppi disciplinari.
La lettura per ateneo va separata per tipo di laurea
Dopo aver distinto triennali, magistrali e distanza dalla laurea si può cambiare unità di osservazione. La domanda non è più solo quale gruppo disciplinare abbia esiti migliori, ma dove si collocano gli atenei dentro uno stesso perimetro di corso. Anche qui mischiare primo livello e secondo livello sarebbe fuorviante, perché misurano fasi diverse del percorso.
Atenei e lauree triennali a 1 anno
Ogni punto è un ateneo, filtrato sulle lauree di primo livello. Il tasso di occupazione resta legato alla quota di laureati che prosegue verso la magistrale: un valore basso può indicare prosecuzione degli studi, non necessariamente difficoltà occupazionale definitiva.
Atenei e lauree magistrali biennali a 1 anno
La stessa lettura viene ripetuta sulle magistrali biennali, dove il titolo è più spesso terminale e il tasso di occupazione è meno influenzato dalla prosecuzione immediata degli studi. Il confronto tra atenei va comunque letto insieme a territorio, composizione dei corsi e dimensione del campione.
La lettura per ateneo può essere spinta un passo oltre, ma con una cautela importante: nel dataset della dashboard il dettaglio più stabile disponibile per ateneo combina gruppo disciplinare e tipo di corso, non sempre la singola classe MUR. Per questo le due tabelle sotto parlano di migliore ambito disponibile, non di migliore corso in senso stretto.
Miglior ambito disponibile nelle lauree triennali, per ateneo
Per ciascun ateneo viene selezionata la combinazione pubblicata con il tasso di occupazione più alto a 1 anno tra i gruppi disciplinari delle lauree di primo livello. Sono incluse solo combinazioni con almeno 20 laureati osservati.
Miglior ambito disponibile nel secondo livello, per ateneo
La stessa selezione viene ripetuta per magistrali biennali e ciclo unico. Questa separazione evita di confrontare direttamente percorsi triennali, percorsi magistrali e corsi a ciclo unico, che hanno tempi di ingresso professionale diversi.
Come usare questi dati per scegliere
Questi dati non devono sostituire preferenze, capacità, vincoli familiari, luogo in cui si vuole vivere e interesse personale. Servono a rendere esplicita una parte dell’informazione che spesso gli studenti ricevono tardi o in modo confuso.
La scelta dell’università dovrebbe includere almeno tre domande. Quali sono gli sbocchi medi del percorso. Quanto varia il risultato tra atenei e territori. Quanto il corso è terminale o richiede quasi sempre un livello successivo.
Mettere questi dati dentro l’orientamento scolastico aiuterebbe gli studenti a scegliere con più informazioni. Non serve dire a tutti di studiare la stessa cosa. Serve rendere visibili costi, tempi e risultati medi dei percorsi.
Note di lettura
Composizione dei gruppi disciplinari principali. I gruppi usati da AlmaLaurea seguono la classificazione MUR delle classi di laurea. Non coincidono sempre con le categorie usate nel linguaggio comune.
- Scientifico: matematica, fisica, chimica, biologia, geologia, statistica e altri percorsi affini. Non include ingegneria e non include ICT.
- Ingegneria industriale e dell’informazione: ingegneria industriale, ingegneria dell’informazione e percorsi collegati.
- Architettura e Ingegneria civile: architettura, ingegneria civile, edilizia, urbanistica e percorsi affini.
- Informatica e Tecnologie ICT: informatica, sicurezza informatica, tecniche e metodi per la società dell’informazione e percorsi affini.
- Medico-sanitario e farmaceutico: medicina, farmacia, professioni sanitarie e percorsi collegati. Non significa solo medicina.
- Economico: economia, gestione aziendale, finanza, turismo e percorsi collegati.
- Giuridico: giurisprudenza, scienze giuridiche e percorsi collegati.
I risultati per ateneo non misurano solo l’ateneo. Possono riflettere mercato del lavoro locale, composizione dei corsi, luogo in cui i laureati lavorano, dimensione del campione e selezione iniziale degli studenti. Un ateneo con pochi laureati può mostrare valori molto alti o molto bassi per ragioni poco generalizzabili.
I dati a 5 anni non hanno lo stesso perimetro del totale a 1 anno. Le schede a 5 anni riguardano il secondo livello. Il totale a 1 anno include anche le lauree di primo livello. Per confronti più puliti bisogna confrontare lo stesso tipo di corso.
Le retribuzioni sono nette mensili e dichiarate in fasce. Non sono importi amministrativi verificati tramite busta paga o dichiarazione fiscale. La media è calcolata usando valori centrali delle fasce e regole specifiche indicate da AlmaLaurea nelle note metodologiche.
Conclusione
I dati descrivono associazioni, non effetti causali. Non permettono di dire quanto del risultato dipenda dal corso di laurea, quanto dall’ateneo, quanto dal territorio, quanto dalla selezione degli studenti, quanto dal settore di ingresso e quanto dalle caratteristiche individuali.
La lettura più prudente è questa. In Italia il valore economico della laurea varia molto per ambito disciplinare, tipo di corso e fase del percorso post-laurea. A 1 anno i tassi delle triennali possono essere bassi perché molti laureati stanno proseguendo gli studi. A 5 anni il perimetro standard delle schede riguarda il secondo livello. Dentro questo perimetro l’occupazione è alta quasi ovunque, mentre le differenze salariali restano ampie.